A seguito dell’Ordinanza n. 7362/2025 depositata dalla Corte Suprema di Cassazione il 19 marzo 2025, pare essersi riaperto nella comunità il dibattito attorno al Counseling. L’Ordinanza è soprattutto rilevante per altri motivi, come illustrato in un mio articolo recente, ovvero perché rappresenta l’importante affermazione del principio secondo cui la libertà di manifestazione del pensiero scientifico deve essere preservata e protetta.
Ora è ufficiale: con la nota informativa UNI/CT 006/GL 07 datata 25 novembre 2021, dopo un tira e molla durato anni, migliaia di euro spesi e centinaia di ore di lavoro buttate al vento, UNI scarica i counselor.
Care socie, cari soci, avrete senz’altro letto il consueto comunicato autocelebrativo del CNOP che annuncia, urbi et orbi, l’avvenuta chiusura del tavolo UNI che aveva come obiettivo la realizzazione della norma tecnica sulla figura professionale del counselor.
Il segreto professionale è un obbligo giuridico previsto a carico di coloro che esercitano determinate professioni. Consiste nel non rivelare a terzi quanto appreso nell’esercizio della propria professione e la sua violazione è un reato:
Con la sentenza n. 410/2018, il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana ribadisce l’autonomia del counseling e della figura professionale del counselor.
AssoCounseling è a dir poco indignata per il video promosso da AltraPsicologia e dall’Ordine degli psicologi del Lazio. Meravigliata che un giornalista serio e preparato come Luca Bertazzoni, già vincitore del premio “Ilaria Alpi”, abbia messo la sua firma su un servizio così fazioso e manipolativo.
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