Non nascondiamo un certo stupore nell’aver letto l’ultimo comunicato stampa dell’associazione CNCP a firma del suo Presidente, Marco Deriu.
Sono due le questioni che ci hanno lasciato piuttosto perplessi e hanno generato in noi delle riflessioni che ci sentiamo in dovere di condividere sia con le nostre socie e i nostri soci sia con tutta la comunità professionale: la prima riguarda il ruolo di UNICO, la seconda riguarda il tema della formazione professionale.
Ricordiamo anzitutto che l’Unione Italiana Counseling (il cui acronimo è UNICO, appunto) è una rete nazionale di associazioni nata a Roma il 23 ottobre 2021, benché le interlocuzioni tra i soggetti fondatori fossero antecedenti di mesi.
Rispetto al ruolo e alla struttura che dovrebbe avere UNICO (anzi: per quanto ci riguarda, che avrebbe già dovuto avere dal 2021), non possiamo non concordare con il Presidente Deriu, quando scrive: “Per diventare davvero un interlocutore riconosciuto [UNICO] ha bisogno di un assetto organizzativo solido, di un profilo giuridico definito, di mandati espliciti e degli strumenti necessari per sostenere un confronto politico-istituzionale efficace”.
C’è un però, che non è di poco conto: fu proprio il CNCP e proprio per bocca del suo Segretario Generale dell’epoca, Marco Deriu, poi diventato Presidente, a insistere affinché UNICO non fosse un soggetto con un “profilo giuridico definito”, bensì un “movimento” (così lo definisti, Marco, ricordi?) senza vincoli statutari.
Siamo dunque felici che il CNCP, oggi a distanza di quasi 5 anni, sia arrivato alle nostre stesse conclusioni dell’epoca e non vediamo l’ora che lo Statuto di UNICO (le cui bozze furono già scritte nell’ottobre del 2021 e che il CNCP definì “inutili”) possa vedere la luce, così da poter dare vita a quello che auspichiamo da anni.
Noi siamo qui, oggi come ieri, disponibili a portare a termine quel lavoro iniziato nel 2021 e mai conclusosi.
Qui la questione è più tecnica e richiede un maggiore sforzo con la memoria, poiché dobbiamo tornare al 2017.
Con il Decreto n. 8885 del 20 luglio 2017 (identificativo atto n. 458), la Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia aggiornò il Quadro Regionale degli Standard Professionali (QRSP) con l’inserimento di nuovi profili e nuove competenze. Tra questi il profilo professionale di “counsellor”.
All’epoca Federcounseling (la federazione che raggruppava la maggior parte delle associazioni professionali italiane) assunse una posizione molto critica sia verso i profili professionali in generale, quando non mediati da una interlocuzione con le associazioni sia verso il CNCP, che fu proprio l’associazione che in autonomia, ovvero senza coinvolgere le altre associazioni italiane, si fece promotrice con Regione Lombardia della definizione di questo profilo.
Ma perché Federcounseling assunse una posizione critica?
Perché, come facilmente desumibile dai dibattiti dell’epoca (qui, per coloro che vogliono approfondire, si trova un articolo dell’ottobre 2017 scritto dall’allora Presidente di Federcounseling: https://www.assocounselingconference.it/la-regione-lombardia-vara-il-profilo-professionale-di-counselor-bene-anzi-no/), la paura era che questo avrebbe dato la stura a formazioni in counseling certamente rispettose degli standard regionali (come lo è, ad esempio, quella richiamata dal comunicato del CNCP), ma nettamente inferiori rispetto a quelle che già a suo tempo chiedevano le associazioni professionali, creando di fatto dei cortocircuiti.
Oggi quella paura si è puntualmente avverata.
Bene fa il CNCP a stigmatizzare formazioni che, nei fatti, sviliscono la nostra professione. Bene farebbe a ricordarsi da che parte stava nel 2017, quando (almeno in Lombardia) si è dato il via a questo svilimento.
Anche in questo caso però siamo felici che abbia rivisto le proprie posizioni e ribadiamo nuovamente la nostra disponibilità a lavorare insieme, perché a distanza di 8 anni siamo ancora convinti che fino a quando le associazioni professionali di categoria di counseling non troveranno un punto di incontro sui requisiti di accesso alla professione e non diventeranno parte integrante del processo di concertazione, non riusciremo ad avere degli standard omogenei e questo renderà sempre più perigliosa la strada verso il riconoscimento della nostra professione.
Alessandra Benedetta Caporale, Presidente AssoCounseling
Andrea Gogliani, Presidente SICo
Angela Latella, Presidente ANCoRe
Maurizio Mennella, Presidente AProCo
Comunicato stampa: A proposito delle due debolezze strutturali nel mondo del counseling
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